TESTI CRITICI E RECENSIONI / Reviews

FABIO MAURI

“LA SOSTITUZIONE DI UNA SCENA INSOSTITUIBILE”

 

Gino Sabatini Odoardi è molto preciso, una qualità. Là dove sembra esserlo meno, dove assume l’incertezza, o l’incedere più instabile e organico degli elementi naturali, Gino è impeccabile. Nell’ombra concreta della “scala”, una fra le opere che amo di più, l’impalpabilità... Continua a leggere

LUDOVICO PRATESI

“APPUNTI SULL’ARTE DI GINO SABATINI ODOARDI”

 

L’immagine di una mano aperta con il tatuaggio di un dipinto di Tiziano, una serie di bicchieri che contengono particolari di carte geografiche, una madonnina di Lourdes in vetro riempita di vino. Sono alcune delle opere del giovane artista Gino Sabatini Odoardi, concepite come altrettante tappe di una ricerca tesa a modificare il senso del... Continua a leggere

SIMONETTA  LUX

“DIAGRAMMA DELLA SACRA VITA”

 

La questione della “trasformazione” di ciò che ci è dato in qualcos’altro, di ciò che siamo in ciò che non siamo, del persistere e dell’alterarsi, è (stato) al centro di ogni ossessione di pensiero contemporaneo. Tanto è vero che il giovane Carlo Emilio Gadda, sconosciuto ai più (salvo che ai luoghi della letteratura e della poesia più prestigiosi di... Continua a leggere...


GIACOMO ZAZA

“IL MARE: EMANCIPAZIONE E REDENZIONE”

 

Gino Sabatini Odoardi trascende limiti e decadenze del vivere sistematico e standardizzato. Perdersi dentro un bicchiere d’acqua da una parte ostenta la consapevolezza di una cultura svanita e impoverita in luoghi eccessivamente strutturati, vincolati da una attività logico-razionale, attività dominate dalla certezza dell’agire, dall’altra svela... Continua a leggere...

LUCA BEATRICE

"SENZA TITOLO (THE WHITE ALBUM)"

 

Nel 1967 i Beatles affidano la copertina del loro nuovo album Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band al pittore pop Peter Blake che inventa un’incredibile sinfonia di personaggi e dettagli cogliendo in pieno lo spirito acido ed enigmatico che sta dietro questo disco.

L’anno dopo i Fab Four di Liverpool producono il doppio LP che per certi versi... Continua a leggere...

RAFFAELE GAVARRO

"L’ANTICO E IRRESISTIBILE FASCINO DELLE FORME"

 

L’opera d’arte può essere considerata portatrice di una verità tanto assoluta quanto generale? Essenzialmente la risposta è no. Qualsiasi opera, di qualsiasi tempo, è il risultato di un punto di vista, di un’elaborazione di quella immagine del mondo che lo sguardo ha ritagliato e che il pensiero e la... Continua a leggere...


 DOMENICO SCUDERO

“LA LETTURA DELL'OPERA D'ARTE”

 

Fra le presenze significative della giovane arte contemporanea in Italia si segnala per complessità d’azione e di segno significante il lavoro di Gino Sabatini Odoardi. Cresciuto alla scuola di Fabio Mauri, del cui percorso si possono ascoltare numerosi echi, Sabatini Odoardi ha tuttavia compiuto uno scarto significativo fra assunzione di... Continua a leggere...

CECILIA CASORATI

“UNA LETTERA”

 

Caro Gino, eccomi qui a scrivere del tuo lavoro in un momento in cui, più che riflettere sulle cose dell’arte, vorrei visitare paesi sconosciuti, incontrare temperature sorprendenti e visioni inaspettate, fuori dai luoghi comuni, dai percorsi che, paradossalmente sempre identici tra loro, segnalano il “territorio magico” che abbiamo scelto di attraversare... Continua a leggere...

SABRINA VEDOVOTTO

“SENZA TITOLO”

 

Una scala. Dei pioli. Un fascio di luce.

Sono questi i tre elementi dell’opera di Gino Sabatini Odoardi, Senza Titolo, che ci appaiono subito alla vista. Elementi molto comuni, noti, riconoscibili, e tranquillizzanti.

Ad una prima lettura del lavoro, dunque, l’immagine completa non è altro che... Continua a leggere...


EMANUELA NOBILE MINO

SABRINA VEDOVOTTO

“L³”

 

La rassegna L³ prosegue, nel terzo appuntamento, con un’installazione di Gino  Sabatini Odoardi: “Senza titolo” 2002. L’artista ha progettato un lavoro ad hoc per lo spazio espositivo, scegliendo di utilizzare la sola parete di fondo della galleria, come un’imponente, ipotetica tela. 21 Pannelli bianchi, disposti... Continua a leggere...

ANGELA VETTESE

“ADRIATICO: LE DUE SPONDE”

 

Le città nascono sui fiumi e le civiltà attorno ai mari, ma questa attitudine naturale viene sovente compromessa dalle stratificazioni del decorso storico. Ci sono artisti visionari che raccontano come potrebbe essere il mondo se, con un balzo del pensiero, lo disegnassimo in modo diverso da come ce lo presenta appunto la storia. Anni fa incontrai il lavoro di... Continua a leggere...

GABRIELE SIMONGINI

“CORPO NELLA MICROGALLERIA”

 

Allo stato attuale delle cose nel mondo dell’arte è ormai in eludibile una resa dei conti, fondata sulla chiarezza e sulla volontà di uscire fuori dal solito circolo noioso degli addetti ai lavori che usano un linguaggio incomprensibile e vanesio adatto a far vedere “quanto sono bravo io”.

Prima di tutto, troppe parole senza opere. Suona come profetico e... Continua a leggere...


OLGA GAMBARI

“ATTRAVERSAMENTI”

 

Gino Sabatini Odoardi dipinge con la materia l’essenza degli oggetti; ne attraversa l’identità dalla pelle all’anima, dall’estetica al concetto. Termoformature in resine per monocromi scultorei.

L’artista prende gli oggetti e li racchiude, preservandone la memoria. Li toglie dalla caducità individuale per trasformarli in astratte... Continua a leggere...

FRANCESCO POLI

“IL SILENZIO ASSORDANTE DEGLI OGGETTI”

 

Termoformatura in polistirene (medium density) è la definizione tecnica del procedimento sfruttato da Gino Sabatini Odoardi per realizzare gran parte dei suoi lavori. E’ una tecnica molto usata nel campo del packaging per la protezione e preservazione di ogni genere di prodotti e oggetti, che vengono messi sotto vuoto attraverso una ricopertura in... Continua a leggere...

MASSIMO CARBONI

“LO STATO BIANCO”

 

Per identificare il lavoro di Gino Sabatini Odoardi nella sua specificità artistica e concettuale, nella singolarità estetica e poetica che lo contraddistingue, occorre andare alla sua radice, laddove idea e opera cominciano appena ad intrecciarsi. Quali possono essere le mosse centrali di questa decifrazione ? Vediamo.

Il denaro offre... Continua a leggere...


SIMONE CIGLIA

"UNA LETTERA"

 

Caro Gino, la prima volta che ho visto la serie delle Termoformature ho pensato che fossero l’esecuzione materiale di un rumore bianco. Il relé che è scattato nel mio cervello ha messo in relazione queste opere con il libro così intitolato scritto da Don DeLillo nel 1985: in un primo momento mi è sembrato soltanto per ragioni formali, successivamente...  Continua a leggere...

BARBARA MARTUSCIELLO

"SENZA TITOLO 2014"

 

La prassi dell’arazzo si avvale della collaborazione stretta tra chi lo esegue fattivamente e l’artista che ne è autore: il suo linguaggio visivo si riversa alla perfezione nella tessitura rara e particolarissima a basso liccio, con il telaio in orizzontale, realizzata nel Laboratorio dell’Arazzeria di Penne della Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, Oasi del WWF...  Continua a leggere...

MARIANO APA

"LA LEGGEREZZA DEL PENSARE"

 

Situata sulla soglia del nuovo decennio, volto ad aprire con il secolo la coincidenza con un nuovo millennio, l’opera di Sabatini Odoardi si dimostra tra i pertinenti esempi di quella ricerca che con naturalezza – si potrebbe dire – raccoglie dell’arte il miglior lascito dei decenni trascorsi e viene a mostrarsi gravida di speranze, pur nel... Continua a leggere...


MARIA SAVARESE

"PIEGHE E POLVERE"

 

“Ricordare è capire” Robert Lepage, 2015

Forma e sostanza, contenitore e contenuto, il dentro ed il fuori, sacro e profano, il senso dato e la ricerca di senso altro: usa creare nella dualità Gino Sabatini Odoardi. Seguendo una traiettoria aschematica, l’artista s’insinua nelle pieghe del reale, scandaglia significati inattesi, tracciando trappole di... Continua a leggere...

MARTINA CAVALLARIN

"ALLUNAGGI POSSIBILI"

 

Il faut être nomade, il faut traversée les idee comme on traverse les pay e les ville.

Se la creazione dell’artista nella sua fase germinale abita la stanza privata dell’arte, quando tale creazione si sviluppa si mette in relazione con lo spettatore in una stanza pubblica, il luogo dello scambio e dell’ascolto, il luogo del... Continua a leggere...

ANTONIO AREVALO

"DISPIEGAMENTI"

 

Metaforizzare il senso del vuoto e non morire nell’intento.

Le opere di Sabatini Odoardi hanno una presenza innegabile formale e una indubbia forza evocativa. Quella sottile desolazione delle strutture nude [...] che diventano monocrome reliquie. Ma non lo dico io, lo diceva guarda caso Fabio Mauri. Dispiegamenti è un’installazione sospesa tra... Continua a leggere...


MARCELLO CARRIERO

"UNA DIGRESSIONE SUL TEMA DEL BICCHIERE"

 

Isolato da uno schema, il bicchiere da osteria di vetro trasparente, strombato, è poggiato sul tavolo in prospettiva insieme ad altri uguali che segnano, in progressione, profondità e orizzonte. Al lato del bicchiere più vicino una freccia indica “Vino” al suo interno. Il vino è inclinato contraddice la planarità orizzontale, mette in crisi la fisica, quasi dicesse... Continua a leggere...

DAVIDE SARCHIONI / BEATRICE AUDRITO

“IL DISEGNO”

 

La ricerca di Gino Sabatini Odoardi si caratterizza per un marcato interesse verso il disegno, continuamente indagato attraverso modalità e formule sempre nuove, volte a forzarne i limiti.

Nelle sue sperimentazioni il disegno si presta a un gioco dialettico tra forma e segno: il disegno, da semplice tracciato... Continua a leggere...

MARTINA CAVALLARIN

"SENZA TITOLO IN WIRELESS 2012"

 

L’arte contemporanea  è una domanda aperta sul mondo. Uno spazio di riflessione, un meccanismo che attiva un pensiero e genera una crescita. L’arte contemporanea  appare, o è, spesso provocatoria perché l’artista capta i segni  che  già  trova  nel  mondo e li riadatta attraverso la propria rifrazione restituendoli attraverso la nuova visione... Continua a leggere...


IVAN QUARONI

“EPIDERMICA. DISCORSO SULLA SUPERFICIE DELLE COSE”

 

Nell’orizzonte della giovane scultura italiana è in corso un processo di recupero della manualità, intesa non solo come disciplina operativa, ma anche come occasione di scoperta e di verifica delle potenzialità espressive di materiali d’uso comune.

Nell’ambito delle più recenti... Continua a leggere...

SABRINA VEDOVOTTO

"SENZA TITOLO CON FANTASMI"

 

Non mi stupisco né mi emoziono quasi più. È una cosa incredibile, nemmeno una cosa tanto positiva, ma è così. Forse il vedere tanti lavori, tante opere d’arte, rende la percezione delle stesse diversa, meno intensa. O forse, più probabilmente, oltre all’occhio abituato, non esistono più tanti lavori in gradi di rendere suggestioni alchemiche... Continua a leggere...

ALESSANDRA ANGELUCCI

"DISPIEGAMENTI"

 

Che cos’è una piega? Il passaggio di un’azione, un’intenzione abortita, la materia che diventa forma, un desiderio che si china su se stesso. Ciò che non è più o ciò che avrebbe potuto essere al passaggio di una mano che l’ha forgiata: una cicatrice senza carne.

Percorrere il tunnel dell’Alviani ArtSpace di Pescara, trovarsi di fronte... Continua a leggere...


ANTONIO ZIMARINO

“GINO SABATINI ODOARDI”

 

I bicchieri su una sorta di mensole / altarini , contengono un materiale nero fumo che ricorda una combustione avvenuta. Il bicchiere dà a questo materiale lo stato solido, fisico, spaziale, diversamente in quanto polvere, quell’elemento si disperderebbe facilmente non avendo più capacità di coesione. Il processo che lo ha portato ad essere una concrezione... Continua a leggere...

FABIO MAURI

"GINO SABATINI ODOARDI"

 

Gino è un ragazzo molto corretto, non pigro, attento con passione al mondo e alla cultura. Qualità che sembrano estranee alla decifrazione di un giovane artista. Ma, come credeva Balzac nelle sue descrizioni di artista, l’animus conta molto nella sua finale fisionomia.

Poche volte ho scritto di un giovane pittore. In passato ho detto di no a... Continua a leggere...

MARIA LETIZIA PAIATO

"PIEGHE SCULTOREE"

 

Gino Sabatini Odoardi (Pescara, 1968) è fra gli artisti abruzzesi contemporanei più brillanti e originali, grazie a una solida formazione fatta anche di incontri ed esperienze con personalità del calibro di Fabio Mauri e Jannis Kounellis ed esposizioni importanti in Italia e all’estero. Sul concetto di “piega” Gino Sabatini Odoardi ha costruito... Continua a leggere...


EMANUELA TERMINE

“A BOCCAPERTA"

 

“A boccaperta” è il titolo dell'installazione che Gino Sabatini Odoardi ha realizzato per il Museo Laboratorio nel 2002, con riferimento ad uno scritto di Carmelo Bene cui l’intera personale è dedicata.

Dei comuni bicchieri di vetro si dispongono sulla parete della sala espositiva, ricolmi di inchiostro nero in quantità... Continua a leggere...

DANIELA PIETRANICO

"DISPIEGAMENTI"

 

Il lavoro che Gino Sabatini Odoardi (1968) porta avanti da decenni è sempre stato un lavoro di ricerca ed approfondimento estetico sulla vita e sull'arte. Egli partendo spesso da forme semplici e oggetti di uso comune, ha percorso un tragitto iconografico ampio e complesso che lo ha portato negli ultimi anni a cimentarsi con... Continua a leggere...

DANIELA TRINCIA

"ANDATE A GIOCARE DA UN'ALTRA PARTE"

 

Un “filo bianco” si srotola lungo le pareti delle quattro sale del Castello e un video ne racconta la sua origine. Sculture che con disinvoltura diventano quadri, realizzate con una tecnica completamente nuova per l’arte…

 

Ogni artista ha la propria ossessione. Quella di Gino Sabatini Odoardi (Pescara, 1968) è... Continua a leggere...


ALBERTO DAMBRUOSO

“SENZA TITOLO CON SEDIA"

 

Gino Sabatini Odoardi sceglie di presentare per la mostra un light box nel quale protagonisti sono due oggetti: una sedia e un drappo. Il drappo con le sue pieghe è uno degli elementi identificativi della ricerca dell'artista, intesa come metafora della vita nel suo replicarsi all'infinito, nel suo illimitato riprodursi. Esso cela tracce, e segni che coincidono con gli elementi... Continua a leggere...

 

RAFFAELE QUATTRONE

"LA BELLEZZA DELL'ATTIMO"

 

"Se riuscissi a fermare l'attimo cosa ne farei?" Scriveva Roberto Gervaso scriveva nel suo libro Il grillo parlante del 1983. Già cosa ne faremmo?

"Fermati attimo, sei bello!" Esclamava il Faust di Goethe  per indicare quella voglia, irrefrenabile, irreprensibile di fermare i momenti felici, quelli che abbiamo atteso e sognato, quelli che ci piacciono... Continua a leggere...

CECILIA CASORATI

"GINO SABATINI ODOARDI"

 

"L'arte non deve essere considerata un lusso. Essa vive e palpita in ogni cosa e non attende altro che la si trasferisca nella realtà quotidiana. Soltanto quando questo avviene, l'arte è ciò che dovrebbe essere".

(Ludwig I nel porre la prima pietra della nuova pinacoteca nel 1846). Questa è la prima - per importanza - anche se non cronologicamente - mostra ... Continua a leggere...