BEATRICE AUDRITO E DAVIDE SARCHIONI

“IL DISEGNO”

 

La ricerca di Gino Sabatini Odoardi si caratterizza per un marcato interesse verso il disegno, continuamente indagato attraverso modalità e formule sempre nuove, volte a forzarne i limiti.

Nelle sue sperimentazioni il disegno si presta a un gioco dialettico tra forma e segno: il disegno, da semplice tracciato bidimensionale, si insinua nella forma e la forma, al contempo, rinvia al segno, senza soluzione di continuità. L'intento dell'artista è quello di cristallizzare il disegno in una forma oggettuale durevole nel tempo per sottrarlo alla caducità della materia. Per raggiungere questo obiettivo Sabatini Odoardi si serve della termoformatura, un processo industriale utilizzato nel campo del packaging per proteggere i prodotti, messi sotto vuoto tramite una ricopertura in plastica modellata a caldo che aderisce perfettamente alle forme. Rielaborando questa idea, l'artista si avvale di tale processo nella realizzazione di gran parte dei suoi lavori, sia per ibernare oggetti del quotidiano sia per imprimere la grafite nel disegno. Al comune foglio di carta, l'artista sostituisce un oggetto di polistirene termoformato su cui esegue il suo disegno a grafite, avvicinandosi così ad una dimensione scultorea. Un cambiamento di stato della materia che implica un passaggio senza ritorno: il disegno si configura in una forma irreversibile che ne garantisce la durevolezza nel tempo. Un modo per sfidare la paura della morte e della finitezza dell'essere, pur con la consapevolezza del suo inevitabile fallimento. Sabatini Odoardi attua così un'operazione di nascondimento-disvelamento dell'oggetto, che si apre a nuovi orizzonti semantici.

Il risultato implicito che ne consegue è l'approdo ad una enigmatica dimensione spazio-temporale, sospesa tra presente e futuro, rafforzata dall'utilizzo dominante del bianco, colore di sottrazione e apertura al possibile, che carica l'opera di continui rimandi estetici.

 

Testo per il Progetto “Drawing Lab”

 

Parigi, ottobre 2017