Emanuela Nobile Mino

L³ *

La rassegna L³ prosegue, nel terzo appuntamento, con un’installazione di Gino Sabatini Odoardi: “Senza titolo” 2002. L’artista ha progettato un lavoro ad hoc per lo spazio espositivo, scegliendo di utilizzare la sola parete di fondo della galleria, come un’imponente, ipotetica tela. 21 Pannelli bianchi, disposti in rigorosa sequenza, divengono, nell’installazione dell’artista, supporti modulari di bicchieri contenenti vino rosso che, trattenuti da una fascia di plastica trasparente, appaiono come tracce di un rituale ripetuto e ribadito. Un’unica intermittenza è costituita da un anomalo modulo, sfondo dell’isolato bicchiere che, diversamente dagli altri, è colmo d’acqua: colpo d’occhio destabilizzante e allo stesso tempo nuovo incipit di lettura della medesima icona.
Il vino rosso, come anche l’acqua, simboli radicati sia nella cultura laica che in quella religiosa, sono recuperati nell’opera dell’artista proprio in virtù del loro valore transustanziale e purificatore.
Costretti e negati, ma allo stesso tempo esposti e immolati, i liquidi si palesano, entrambi, come metafore dell’antitesi tra vita e morte, della perenne condizione di precarietà dell’esistenza e della transitorietà dell’elemento materiale. Tali tematiche, esaminate costantemente nel lavoro di Sabatini Odoardi, vengono sviluppate formalmente dall’artista in modo rigoroso e puntuale, con l’intento di donare, ogni volta, nuove e più razionali interpretazioni a regole precostituite, che spesso appaiono travisate e inconsapevolmente trasgredite.

Emanuela Nobile Mino
Sabrina Vedovotto
Roma, Ottobre 2002

* Testo critico pubblicato nel cubo-catalogo L³, ed. Galleria Studio Lipoli, Roma, 2002, p. 3.

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